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Salvini critico musicale.

Mi sembra giusto che Salvini vada a parlare di Mamhood, da Bruno Vespa.

Mi sembra giusto che Salvini delegittimi una giuria che però non mi sembra propriamente merda. A me risulta che Pagani ne sappia qualcosa in più, in termini musicali, rispetto a uno che dovrebbe pensare ai 49 milioni rubati, e di cui Vespa se ne guarda bene dal chiedere qualcosa in merito.

A me risulta anche che Beppe Severgnini, come giornalista e sociologo, sia un Nobel, rispetto a un coglione che ignora il congiuntivo, e al suo compare, che da del vile a Napolitano. Prima di dare del vile a Napolitano, abbi almeno l’eleganza di farti finanziare da qualcuno, senza allearti a chi ruba 49 milioni. Ma mi dimentico sempre che i padri di questi, tra l’altro, abbiano anche il vizio di far lavorare la gente in nero. Fai lavorare in nero, e ti lamenti perché vince uno che è mezzo nero, e ti da fastidio perché gay, per giunta.

Cioè. È ovvio che si debba legittimare quel deficiente che se la prende con i giornalisti, a 23 anni. Mi auguro non lo facciano più lavorare. Se devo ascoltare una canzone di Amedeo Minghi, vado ad ascoltarmi l’originale. Le cose stanno cambiando, anche se Sanremo è una goccia nel mare, e gli italiani sotterreranno quel poco di Cultura vera, in nome di una democrazia fake, votazioni fake, massonerie peggiori delle vecchie massonerie. Sono stufo di questi.

Questo Paese litiga con tutti i nostri vicini. Mancano solo Svizzera e Austria, ma è questione di tempo. Prima o dopo, succederà un casino anche in Alto Adige, e di sicuro la Slovenia non è contenta di sentire le cazzate dette da un fascista, volte a politicizzare i morti in Istria e Dalmazia. Povera Patria: il 1992, in confronto, è un paradiso. Ultimo, non il “cantante”: se devo onorare la Polizia, non è che domani mi metta a wrappare la mia macchina come se fosse una Pantera. Se sei ministro, fai il ministro. C’è uno che si sente legittimato a fare il poliziotto, non avendo fatto un cazzo per tutta la vita. Se non dare contro ai terroni, ai migranti.

Ma non a tutti i terroni: la ‘Ndrangheta, per esempio, la condona perché serve. Così come le altre mafie. Dove vogliamo andare?

Enzo Bollani | Cernobbio, 11 febbraio 2019.

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