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Cosa cambia?

Cambiare tutto, affinché tutto rimanga com’è, o meglio: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.
Il bello è che, cercando su Google, nemmeno si trovi una versione univoca della famosa frase, o del famoso concetto, di Tomasi di Lampedusa, almeno inequivocabilmente proveniente da “Il Gattopardo”.

Perché noi italiani siamo un po’ casinari, un po’ vaghi, un po’ precisi nell’essere lontani dalla precisione, ma per questo più capaci di uscire dalle impasse, quando è necessario.
Il pericolo numero Uno è questo: per gli italiani, il necessario è il Calcio.

E allora oggi, 4 marzo 2018, il Calcio fa la sua parte, con la sua assenza.
Se ne è andato Davide Astori, un calciatore di Serie A, capitano della Fiorentina.
Un attacco cardiocircolatorio, con tanto di corollario di TV e l’ombra di un’ipotesi di overdose, lontana sicuramente dalla realtà.
Il calcio è uno sport complesso, tutt’altro che facile, anche complicato.

Non è facile correre dietro alla palla per un’ora e mezza, magari sotto lo zero, o comunque con un tasso di umidità altissimo.
Ed è per questo che i calciatori, oggi, sono l’unico riferimento popolare, gli unici eredi dei gladiatori romani.

Il punto è che, in una giornata drammatica, il voto assume un’ulteriore valenza, un ulteriore significato.
È facile intuire che, questa volta, l’affluenza sia stata molto alta.

Forse più del solito.

Che sia giunta l’ora di una crescita di senso civico?
Cara democrazia, ritorna a casa che non è tardi.
Già che ci siamo.

Enzo Bollani | Diaria N.22

Milano, 4 marzo 2018.

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