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Gillo Dorfles: scopritore del Kitsch.

In questo sabato da Era Glaciale al Nord e clima equatoriale al Sud, con tanto di amici del Sud scesi per votare e per prendere in giro il Norde, se ne va Gillo Dorfles, in silenzio, come la neve.

Aveva soltanto 107 anni, e in realtà se ne è andato ieri, ma il Tempo è solo una convenzione.
Mancava poco al suo 108esimo compleanno, ed è la stessa ironia della sorte che tocca a molti quasi centenari o ultracentenari noti.
Basti pensare a Bernardo Caprotti, anche lui artista, seppur a sua quasi insaputa.

Fa specie pensare che Dorfles fosse nato a Trieste, quando ancora era sotto l’Austria Ungheria, e che avessimo qualcosa in comune, come l’essere mezzosangue e mezzoliguri, anche se il mio liquido non è ligure.
Per metà ebreo, psichiatra della prima ora, perché negli anni Trenta era avanguardia pura, nonché professore di Estetica alle università di Milano, Cagliari e Trieste; co-fondatore del Movimento per l’Arte Concreta, insieme a Bruno Munari, peraltro mio docente illo, anzi G-illo tempore.
La scontatezza di questa sorta di battuta è troppo raso kitsch, ma tant’è.
Il Kitsch lo ha scoperto lui: lo ha visto nascere, crescere e morire.

Nel 1956 ha contribuito alla nascita dell’ADI, Associazione del Disegno Industriale, ed è autore di un saggio divenuto istantaneamente riferimento, come “Il Disegno Industriale e la sua Estetica”, i cui contenuti sono sempiterni quanto Seneca.
Me lo fece scoprire Dino Gavina, a Bologna, nel 1998.

Se ne va un Genio, quindi, ironico e illuminato, pittore e critico, come raramente è possibile essere. Qualche volta polemico, sicuramente scomodo ma colto al punto di essere incontraddicibile, spesso persino davanti a prese di posizione nette.

Soltanto un anno fa, la Triennale di Milano ha ospitato una sua personale: “Vitriol, disegni di Gillo Dorfles 2016”.
Vitriol è un personaggio da lui inventato, acronimo di Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidae.

Non era uno da inaugurazioni in cui si beve e si mangia.
Quella è l’evoluzione, o involuzione, del Kitsch, e poco ha a che vedere con l’estetica.

Enzo Bollani | il Sabato Bollanico N.16

Inverigo, 3 marzo 2018.

Posted in Il Sabato Bollanico

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